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Dott. Agr. Salvatore Scicchitano - LA SUBIRRIGAZIONE NELLA COLTIVAZIONE DELL'ASPARAGO |
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Dott. Agr. Salvatore Scicchitano
05/12/2008 |
LA SUBIRRIGAZIONE NELLA COLTIVAZIONE DELL'ASPARAGO
L'asparago (asparagus officinalis) è una pianta rizomatosa appartenente alla famiglia delle Liliacee, caratterizzata da un grande apparato radicale costituito da radici grosse e carnose che si rinnovano annualmente e rappresentano un notevole serbatoio di sostanza di riserva.La crescita dell'apparato radicale è a strati e le nuove radici, che si generano superiormente alle vecchie, fanno alzare la pianta che vegeta fin tanto che le radici arrivano alla superficie del terreno. Tale apparato viene comunemente chiamato “zampa”. I turioni sono i germogli che prendono origine dalle zampe in primavera e costituiscono la parte edule della pianta. Se non raccolti, i turioni induriscono ramificandosi raggiungendo l'altezza di oltre un metro. L'asparago richiede terreni freschi e sciolti e viene trapiantato da febbraio ad aprile utilizzando le zampe mentre, se si utilizzano le piantine, l'epoca di trapianto si protrae per tutta la primavera. Normalmente le file vengono orientate secondo la direzione dei venti dominanti nella stagione vegetativa per diminuire la loro esposizione e garantire una migliore aerazione con vantaggi fitosanitari.Gli investimenti consigliati da vari autori per la produzione di turioni verdi sono di 25-27000 piante/Ha (120-130 cm tra le file e circa 30 cm sulla fila) mentre, per la produzione di asparagi bianchi la distanza tra le file aumenta fino a 2-2,5 metri (13-16000 piante/Ha).L'irrigazione della coltura di asparago contribuisce a migliorare la capacità di sintesi, traslocazione e accumulo delle sostanze di riserva per contro, la carenza idrica può comportare effetti negativi di lunga durata sulla quantità e qualità del prodotto. Il fabbisogno idrico dipende essenzialmente dalla evapotraspirazione, dallo stadio vegetativo della coltura e della quantità di acqua disponibile nel terreno. Stress idrici prolungati hanno effetti negativi sulla durata economica dell'asparagiaia predisponendola al marciume radicale provocato dai funghi del genere Fusarium. Durante il periodo vegetativo per quantificare il fabbisogno idrico, è utile prendere come riferimento il valore di evapotra-spirazione misurato attraverso vasca evaporimetrica di classe A e moltiplicato per un coefficiente proporzionale al livello di copertura della vegetazione.Il coefficiente colturale da moltiplicare, considerando la fase riproduttiva dell'asparago, con il valore d'evapotra-spirazione, è compreso tra 0.5 e 1 in base al grado di copertura della vegetazione sul terreno. E' consigliabile utilizzare il valore 0.6 dal termine delle raccolte alla comparsa dei primi fiori; 0.8 da questa alla piena fioritura; 1.0 da questa all'invaiatura delle bacche diminuendo, poi, fino all'inizio dell'ingiallimento della vegetazione. Il volume di acqua per ogni intervento è di circa 250 m3/Ha per i terreni sabbiosi e di 350 m3/Ha per quelli argillosi, con una frequenza di 3-4 giorni e 5-6 giorni rispettivamente. Il volume stagionale di acqua richiesto dalla coltura dell'asparago è di circa 5000-7000 m3/Ha.Nell'Italia meridionale, soprat-tutto nell'anno di impianto, non deve essere trascurata l'irrigazione da effettuare anche durante l'autunno qualora la stagione decorra mite e siccitosa e la vegetazione non entri in riposo vegetativo. Tra i diversi metodi irrigui risultano migliori quelli caratterizzati da distribuzione localizzata non solo per la maggiore efficienza ma anche per la minore incidenza della ruggine e stemfiliosi.Il sistema di subirrigazione consiste nell'interrare le ali gocciolanti dotate della protezione ROOTGUARD® contro l'intrusione delle radici risolvendo così, il principale problema dell'applicazione di questa tecnica irrigua. Pertanto, grazie alla protezione ROOTGUARD®, oggi, la subirrigazione è diventata una pratica sicura ed affidabile.Rispetto ad altri metodi irrigui, la subirrigazione presenta in particolare i seguenti vantaggi:- maggiore efficienza dell'acqua irrigua per effetto della mancata perdita per evaporazione e deriva a causa del vento;- possibilità di meccanizzare al massimo le operazioni d'installazione del sistema con notevole risparmio di manodopera;- maggiore efficienza della fertirrigazione e minor impatto ambientale grazie alla distribuzione dei fertilizzanti nella zona colonizzata dagli apparati radicali;- contenimento dell'umidità al di sotto della vegetazione che consente una riduzione delle malattie fungine e soprattutto lo sviluppo delle erbe infestanti;interramento che pone il sistema d'irrigazione al riparo dai raggi ultravioletti e dalle escursioni termiche assicurandone una maggior durata;- infine la subirrigazione permette la transitabilità degli appezzamenti mentre è in atto l'irrigazione.Il sistema di subirrigazione è costituito dagli stessi elementi di un normale impianto di irrigazione a goccia in superficie e si differenzia da esso, dal punto di vista impiantistico, per la realizzazione dei settori ad anello disponendo una valvola di scarico nel punto più basso e uno sfiato d'aria a doppio effetto nella zona più a monte. La differenza sostanziale sta nell'utilizzo dell'ala gocciolante prodotta con la tecnologia ROOTGUARD® che prevede la miscelazione del Treflan® con la materia prima utilizzata per la produzione del gocciolatore al fine di inibire la crescita dell'apparato radicale in prossimità dei punti di emissione dell'ala gocciolante.La protezione ROOTGUARD® consiste nell'abbinare il Trifluralin (Treflan®) in fase di fabbricazione del gocciolatore ai polimeri plastici. Questo diserbante viene rilasciato nel tempo, in dosi uniformi, mantenendo una concen-trazione sufficiente ad impedire la crescita longitudinale delle radici nel terreno circostante il gocciolatore. Questa tecnologia può, ovviamente, essere applicata sia alle ali gocciolanti normali (JUNIOR, MONO, TANDEM) sia all'ala gocciolante autocompensante (MULTIBAR). La profondità e l'interasse devono essere tali da soddisfare il fabbisogno idrico colturale tramite l'umettamento dell'orizzonte di terreno esplorato dagli apparati radicali. La profondità viene stabilita utilizzando dei modelli di diffusione dell'acqua sia in senso orizzontale sia in senso verticale dove la dimensione e la forma dell'area bagnata dipende strettamente dalle caratteristiche idrologiche del terreno. In condizioni ideali di terreno la profondità di interramento negli impianti realizzati nelle asparagiaie è pari a 25 30 cm mentre, in terreni estremamente sabbiosi o ricchi di scheletro la profondità è minore per evitare eccessive perdite di perco-lazione negli strati sottostanti.La portata dei singoli gocciolatori e la loro interdistanza viene scelta in funzione delle caratteristiche pedologiche, della distanza tra le zampe lungo la fila e della pluviometria necessaria per una corretta irrigazione. Normalmente si utilizzano gocciolatori da 2 lit/h coestrusi alla distanza di 40 cm. Così facendo e considerando una distanza tra le file, di 1,3 m, si otterrà una pluviometria pari a 3.8 mm/h. La tecnica irrigua, nel caso della subirrigazione, sarà molto diversa rispetto agli altri sistemi consentendo, inoltre, un notevole risparmio di acqua.E' bene sottolineare alcuni aspetti pratici basilari per ottimizzare l'uso di questo impianto. Innanzitutto, gli adacquamenti di lunga durata sono da sconsigliare soprattutto nei terreni più sciolti mentre, risulta più efficace effettuare interventi frequenti e di breve durata. In generale, in subirrigazione gli interventi irrigui avranno una durata variabile dalla mezzora fino alle due ore e se necessario si potrà intervenire più volte nell'arco delle ventiquattro ore. L'interramento delle ali gocciolanti potrà essere effettuato successivamente alla messa a dimora delle zampe di asparago o contemporaneamente sfruttando il solco già effettuato avendo cura di distanziare le ali dalle zampe circa 20 cm. La posa in opera avviene per mezzo di uno strumento appositamente costruito trainato da un trattore di potenza sufficiente. La macchina per l'interramento è costituita da un telaio equipaggiato da un meccanismo che permette lo srotolamento della bobina, da un apparecchio discissore in acciaio temperato che effettua il taglio verticale e da un tubo saldato nella parte posteriore del coltello su cui scorre l'ala gocciolante al momento dell'interramento.Il telaio così equipaggiato viene fissato al trattore tramite l'attacco a tre punti che permette anche la regolazione della profondità dell'installazione.Quando le condizioni lo permettono è possibile eseguire l'interramento di più linee contemporaneamente.Alcune esperienze condotte in Francia hanno permesso di realizzare livelli produttivi compresi tra 65 e 90 q/Ha contro i 35-50 q/Ha ottenuti in loco realizzando, inoltre, un anticipo al secondo anno del primo raccolto. Inoltre, con la subirrigazione si previene l'indesiderata risalita superficiale delle radici che sono costrette a crescere verso il basso dove trovano le migliori condizioni edafiche.
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