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Stefano Rizzo - INTERVISTA (pesche precoci nel Metaponto) |
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Stefano Rizzo
27/07/2006 |
INTERVISTA (pesche precoci nel Metaponto)
Forse non tutti sanno che anche in un panorama agricolo come quello italiano, caratterizzato da un’eccessiva frantumazione aziendale, esistono realtà agricole molto grandi, che non hanno nulla da invidiare alle vaste distese agricole d’oltreoceano, dalle dimensioni divenute ormai proverbiali.
Oggi facciamo visita alla Cooperativa Agricola OSAS, in compagnia di uno dei principali esponenti, nonché socio della cooperativa, il Sig. Renato Papasergio che ci aiuterà a capire gli aspetti più importanti legati alle colture praticate, al territorio, al sistema d’irrigazione adottato ed ovviamente alla produttività di una delle aziende agricole più importanti d’Italia in ambito ortofrutticolo.
1) Ci potrebbe raccontare una breve storia di OSAS, come nasce e cosa tratta?
Osas è una cooperativa agricola costituita nel 1962 da 14 soci diventati oggi 107 (fra cui una cooperativa di circa 275 agrumicoltori), uniti tutti dallo straordinario ed inequivocabile impegno, che è quello di produrre e commercializzare prodotti ortofrutticoli e agrumicoli.
2) Dov’è ubicata l’azienda agricola Osas?
La società cooperativa Agricola OSAS ha sede nel comune di Castrovillari (CS) e si estende su una fascia larga 20 km nell’entroterra della costa ionica, nel Nord Est del territorio calabrese, tra Cassano allo Ionio, Castrovillari e Corigliano Calabro.
3) Di cosa si occupa al suo interno?
Oltre ad essere uno dei soci di OSAS, sigla ormai abbandonata da tempo che stava per Ortofrutticola Spezzano Albanese Scalo, sono il responsabile dell’uff. tecnico e del reparto agronomico.
4) Di quanti ettari di terreno dispone Osas e da quanti uomini è composta? L’azienda agricola OSAS si estende su un territorio di 2.976 ettari totali, dove lavorano complessivamente 9 agronomi, 4 periti agrari, 20 esperti ortofrutticoli, 20 impiegati e 600 operai stagionali; inoltre la cooperativa si avvale del supporto di alcuni docenti universitari, per la lotta integrata e per la fertilizzazione.
5) Quali tipi di colture vengono portate avanti oltre al pesco?
Oltre alla principale attività della cooperativa che è la coltura del pesco appunto, per la quale abbiamo impegnato 1600 Ha per la produzione di nettarine, pesche e percoche da industria, abbiamo 1250 Ha destinate all’agrumicoltura, suddivisi nella produzione di clementine e arance. Inoltre sebbene non rappresentino la nostra coltura principale, disponiamo di 130 Ha per la produzione di uva da tavola e altra frutta come albicocche, susine, pere e kiwi.
6) La zona nella quale operate è molto famosa per essere particolarmente vocata per la peschicoltura, quali sono i principali motivi?
Il territorio localizzato in una pianura circondata dall’appennino Calabrese sicuramente offre notevoli vantaggi climatici per le differenti colture da noi condotte, che godono in questo modo di temperatura, pluviometria e terreni freschi e fertili prevalentemente alluvionali adatti e necessari alla precocità della frutta.
7) Con le varietà di frutta coltivate a maturazione scalare riuscite a coprire tutto il periodo estivo tenendo il passo del vostro mercato?
Riusciamo a coprire tranquillamente con le nettarine, le pesche e le percoche, le 3 varietà di pesche da noi trattate, tutto il periodo che va dal 20 Maggio al 15 Settembre, tenendo ampiamente il passo della concorrenza soprattutto spagnola, dell’Emilia Romagna e del Metapontino.
8) Quali sono gli aspetti colturali da privilegiare per garantire un prodotto di qualità capace di competere con quello della concorrenza estera?
Secondo me, si deve privilegiare un sistema di allevamento come l’ipsilon trasversale che consente un ottimale sfruttamento della radiazione solare e l’inerbimento nell’interfila, al fine di mantenere l’ideale microclima e migliorare la fertilità del terreno.
9) Quali sono i metodi che utilizzate per irrigare le vostre coltivazioni, tenendo presente le caratteristiche pedo climatiche e le problematiche legate al territorio nel quale operate?
Ormai da anni, noi pratichiamo irrigazione localizzata goccia a goccia eseguita con ala gocciolante singola e doppia, con gocciolatori online e coestrusi, senza intervenire con la subirrigazione.
Il tutto ovviamente non potrebbe funzionare senza il ricorso ad un adeguato impianto d’automazione: diverse centraline controllano tutte le zone dell’appezzamento, gestendo automaticamente i vari cicli irrigui, stabiliti per apporto volumetrico, metodo che, per esperienza, ritengo di gran lunga superiore alla superata irrigazione a tempo.
10) Come è organizzata la società Osas in merito ai rapporti con i soci conferitori e come vengono scelte e divulgate le tecniche colturali più adeguate per i soci?
La struttura organizzativa dell’azienda si articola in un’organigramma che potrebbe dare l’impressione di essere complesso, ma che invece rende più efficace la conduzione dell’azienda, consentendo di migliorare il monitoraggio delle varie colture ortofrutticole e agrumarie. Il servizio tecnico, composto da 20 capi coltivatori per il settore ortofrutticolo, coordinati dall’agronomo Francesco Guarino, ogni settimana si riunisce per discutere di tutte le problematiche che riguardano la nutrizione, le prove di produzione integrata, al fine di decidere sulle forme di concimazione da adottare, arrivando, infine, a stabilire i tempi di raccolta. Allo stesso modo viene portato avanti il settore agrumario che viene controllato da 5 capi coltivatori coordinati invece dall’agronomo Salvatore Maurello.
11) Quanto incide, secondo Lei, un buon sistema d’irrigazione sul prodotto finale e quali sono i benefici ricavati dall’utilizzo del sistema d’irrigazione a goccia?
Ci rendiamo sempre più conto che senza un buon sistema d’irrigazione ed intendo ovviamente a goccia, non si può in modo assoluto portare avanti nessuna frutticoltura. L’irrigazione diviene molto importante e determinante nella modalità con cui si effettua.
Va eseguita, innanzitutto, moderatamente e in maniera costante per rispettare le esigenze della coltura ed evitare perdite per percolazione negli strati profondi insieme ai concimi distribuiti.
Nella nostra azienda oltre ad aver cura delle molteplici pratiche legate all’irrigazione, prestiamo molta attenzione anche ad eseguire una corretta concimazione; inoltre vengono sistematicamente effettuate analisi fogliari per stabilire esattamente le quantità di elementi nutritivi quali azoto, potassio, fosforo e altri microelementi, di cui hanno bisogno le varie tipologie di pianta.
12) Qual è, secondo Lei, l’aspetto più importante da tenere maggiormente sotto controllo in un sistema di fertirrigazione?
Secondo me il volume d’acqua, anche se è difficile da giudicare per i molteplici elementi che concorrono.
11) In base all’esperienza maturata negli anni con l’adozione del sistema d’allevamento a “Y” trasversale, come vi trovate, intendete continuare su questa strada?
L’adozione del sistema d’allevamento a “Y” trasversale, anche se deve necessariamente generare un’ elevata produttività per sopperire al sempre più gravoso costo della mano d’opera, rappresenta per noi la migliore soluzione.
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